Glossario della Violenza

Per comprendere al meglio i termini più utilizzati

Nel nostro impegno quotidiano, per contrastare la violenza e offrire supporto alle donne che subiscono violenza, utilizziamo spesso termini specifici che possono risultare poco familiari a chi non opera direttamente in questo ambito.

Crediamo che la consapevolezza e la comprensione siano strumenti fondamentali per chiunque voglia informarsi, chiedere aiuto o sostenere la nostra causa. Per questo motivo, abbiamo raccolto qui di seguito alcune delle parole più utilizzate nel nostro lavoro quotidiano, e spiegate dal punto di vista di chi subisce violenza, così da fornire a tutte e tutti una guida chiara e accessibile.

Numero nazionale di emergenza per donne vittime di violenza attivo 24H su 24.

Riguarda il prendersi cura di sé, rispettare le proprie esigenze e i desideri e lavorare per la propria felicità e crescita personale.

Affermazione della volontà secondo la capacità di ognuno di fare scelte e prendere decisioni allineate ai propri interessi e ai propri valori.

Facoltà di determinarsi, di sentirsi libera di agire e pensare e avere la possibilità di provvedere a se stessa e alle proprie necessità.

Colui che agisce la violenza.

È il senso di auto apprezzamento e di fiducia in se stesse e nelle proprie capacità e il valore percepito che ognuna ha di se stessa.

Denigrare o deridere una donna per il suo aspetto fisico, per il suo corpo tramite commenti, post chat, siti web.

Casa ad indirizzo segreto in cui le donne transitano dopo essere uscite da una casa rifugio.

Casa ad indirizzo segreto in cui vengono accolte le donne e i loro figli ad alto rischio della vita.

Fischi, commenti e apprezzamenti sessualizzanti rivolti ad una donna senza consenso, in strada o in luoghi pubblici. Non è un complimento: è un comportamento che mette a disagio, oggettifica e crea un clima di molestia continua.

È il luogo dove le donne che subiscono violenza possono rivolgersi per ottenere gratuitamente informazioni e intraprendere percorsi di uscita dalla violenza.

Forma di prevaricazione aggressiva e ripetuta, attuata tramite tecnologie digitali che mira a danneggiare, umiliare o isolare la vittima.

Uso non autorizzato di volti di donne per realizzare materiali pornografici nei quali l’immagine viene sostituita, tramite algoritmi, a quella originaria.

Immagini manipolate dall’AI con lo scopo di rimuovere gli indumenti di una persona, creando immagini false e sessualmente esplicite.

Rispetto che l’individuo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di se stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno verso gli altri.

L’azione di condividere informazioni riconoscibili e private (nome, cognome, numero di telefono, indirizzo mail, indirizzo residenza, ecc…) su piattaforme online senza consenso.

Situazione in cui una persona si sente in pericolo.

Sono la spia interna di ogni individuo e rivestono un ruolo fondamentale nei processi di decisione e ragionamento. Vengono spesso sottovalutate in chi subisce violenza.

È la ricerca e l’acquisizione della capacità di riappropriarsi del proprio pensiero e delle proprie azioni.

Uccisione di una donna in quanto donna.

Manipolazione psicologica che porta la vittima a dubitare di percezioni, ricordi ed emozioni tramite frasi svalutanti e negazioni costanti. Serve a minare sicurezza, autonomia e capacità di reagire, creando confusione e dipendenza emotiva.

Divario tra generi con particolare riferimento alla differenze tra i sessi e alla sperequazione sociale e professionale esistente tra uomo e donna.

Spese sostenute dallo stato nei giudizi civili in favore di persone a basso reddito.

È abbracciare la diversità e considerarla parte di tutto, parte di una comunità accogliente. È un processo culturale e un cambiamento di prospettiva.

Esagerazione intenzionale di attenzioni, messaggi e dichiarazioni affettuose usate per creare un legame rapido e dipendenza emotiva. Dopo la fase iniziale arrivano spesso controllo, svalutazione e dinamiche manipolatorie che destabilizzano.

Colui che agisce una qualsiasi forma di violenza nei confronti di una donna e dei minori.

L’oggettivazione sessuale consiste nel considerare una persona alla stregua di un oggetto mirato ad appagare desideri sessuali.

Socia dedicata all’ascolto e all’accoglienza delle donne vittime di violenza. Si diventa Operatrice d’Ascolto dopo un corso di formazione di 60 ore in aula e 60 ore di tirocinio affiancata da una tutor.

Pur non avendo un riconoscimento scientifico è spesso utilizzata nei tribunali per indicare il disturbo che insorge nel contesto delle controversie legali per la custodia dei figli e di cui sono spesso ingiustamente accusate le donne che subiscono violenza.

E’ un sistema culturale in cui il potere è storicamente nelle mani degli uomini, mentre donne e altre identità di genere hanno ruoli subordinati. Oggi persiste soprattutto nelle abitudini, nei valori e negli stereotipi che influenzano la società, spesso in maniera sottile, ma profonda, e che ostacolano la piena parità uomo-donna in campo sociale, politico ed economico.

Il patriarcato è alla radice del fenomeno della violenza di genere.

Stato emotivo di repulsione e di apprensione in prossimità di un pericolo vero o presunto.

E’ un’emozione primaria transitoria che determina una reazione di allerta e che scompare quando la minaccia viene meno.

Il pregiudizio tende ad essere stabile e persistente in quanto connesso al pensiero stereotipico che irrigidisce l’immagine dell’altro percepito come diverso. Risulta difficile da contrastare anche in presenza di informazioni che lo contraddicono.

Il pregiudizio non va confuso con la discriminazione.

La provincia di Grosseto è molto vasta e quindi per poter essere più vicine alle donne che subiscono violenza sono stati aperti Punti di Ascolto territoriali che svolgono lo stesso ruolo dei Centri Antiviolenza.

Stato di sconvolgimento psichico falsamente evocato dagli avvocati e dai giudici nella difesa dei maltrattanti.

Diffusione per vendetta di immagini sessualmente esplicite non autorizzate. Il termine andrebbe per maggiore correttezza sostituito con “SEX TORTION”, perché induce a pensare che la violenza sia commessa in risposta ad un’offesa che rende legittima la relazione (“se l’è cercata”) e deresponsabilizza chi ha diffuso le immagini.

Analisi effettuata dalle Operatrici all’Ascolto per capire la pericolosità in cui vive la donna che si rivolge al Centro Antiviolenza.

Rispettare significa tenere conto dell’altro nelle sue differenze individuali senza manipolazioni e senza pretendere che l’altra/o si comporti diversamente da come è il suo modo di pensare e di esprimere la sua opinione e il suo sentire.

Il senso di colpa è un sentimento umano collegato alla colpa intesa come risultato di un’azione o di un’omissione che identifica chi è colpevole, reale o presunto, di trasgressione a regole morali, religiose o giuridiche, e si manifesta a chi lo prova come una riprovazione verso se stessi.

“SEX” (sesso) “EXTORTION” (estorsione) estorsione di denaro, favori sessuali o altro, dietro minaccia di rendere pubblici contenuti personali di tipo sessuale.

L’atto di far sentire una donna colpevole o inferiore per determinati comportamenti o desideri sessuali che si discostino dalle aspettative di genere tradizionali.

Sinonimo di amicizia femminile, di aiuto reciproco, di complicità, di capacità di creare rete per aiutarsi l’un l’altra, per avere una voce comune e rivendicare un reale cambiamento in termini di uguaglianza e parità di genere.

È un modello di comportamento responsabile, un impegno che l’individuo e l’intera società devono assumersi per garantire la qualità della vita sociale, economica e dell’ambiente di oggi e di domani.

La violenza ha un andamento circolare e periodico. Nel tempo le reazioni del maltrattante diventano sempre più violente e ravvicinate.

Atto persecutorio finalizzato a rendere vulnerabile e ad impaurire la persona oggetto dello stalking.

Qualsiasi opinione rigidamente precostituita e generalizzata, cioè non acquisita sulla base di un’esperienza diretta e che prescinde dalla valutazione dei singoli casi, su persone o gruppi sociali.

La vergogna nasce dall’autovalutazione di un fallimento/non allineamento personale rispetto ad uno standard socio-culturale fatto di regole, scopi o modelli di comportamento condivisi.

È quella che subiscono i minori che assistono ad una violenza agita, ed è paragonabile ad una violenza diretta.

La privazione delle risorse economiche sia personali che in ambito famigliare e l’induzione a sottoscrivere documenti svantaggiosi o addirittura illegali.

Qualsiasi tipo di aggressione fisica dallo spintone al femminicidio.

Qualsiasi forma di denigrazione reiterata nel tempo per sminuire e distruggere l’autostima della persona. 

Costrizione a subire rapporti sessuali non desiderati.

Colei che subisce una violenza fisica, psicologica, economica, stalking da parte di un maltrattante, tutte azioni rubricate come reati.

La condizione in cui viene a trovarsi chi, dopo aver subito un qualsiasi tipo di maltrattamento, diventa nuovamente oggetto di violenza  in ambito istituzione come ad esempio nei tribunali o in presenza delle forze dell’ordine ma anche da parte della stampa e dei social.

Socia che mette a disposizione parte del suo tempo a favore dell’Associazione.