“Nonostante la garanzia di migliorare la proposta di modifica della legge sullo stupro, la presidente Bongiorno è riuscita a fare un clamoroso passo indietro rispetto alla legge vigente. Cancellare la parola consenso dal testo può garantire il supporto dei suoi colleghi di partito, come Salvini, ma sicuramente non garantisce il rispetto dei diritti umani delle donne stuprate e la loro dignità.
La nostra esperienza ci dà la sicurezza di poter affermare che questa modifica – aggiunge – potrà solo peggiorare la situazione e rendere i processi per stupro, già così faticosi e umilianti per le donne, ancora più difficili da affrontare per chi ha già vissuto l’orrore della violenza.”
– Cristina Carelli, presidente D.i.Re



