LETTERA DI DiRE al presidente della Repubblica Mattarella

LETTERA DI DiRE al presidente della Repubblica Mattarella

D.i.Re
Donne in Rete contro la violenza

Al Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale
Roma

Roma, 20 maggio 2018
Signor Presidente,
Le scrivo a nome di D.i. Re - Donne in rete contro la violenza, per esprimere l'estrema preoccupazione delle 81
organizzazioni che in 18 regioni italiane gestiscono centri antiviolenza e case rifugio per donne e bambini,f'e
soprawissuti,f'e alla violenza maschile, rispetto al "Contratto del governo per il cambiamento" in base al quale
il M55 ela Lega si apprestano a chiedere il mandato per formare il governo.
Tale "Contratto" si pone in aperto spregio e violazione alla stessa Costituzione, di fatto esautorando il
Parlamento della sua funzione legislativa primaria, come stanno evidenziando in queste ore numerosi
costituzionalisti.
Relativamente alla violenza maschile contro le donne - che non e mai nominata come tale, limitandosi il
"Contratto" a riferirsi alla sola violenza sessuale - l'approccio scelto è meramente securitario e repressivo, pur
essendo ormai nota e scientificamente provata l'inefficacia di tale orientamento ai fini della prevenzione.
Alle donne vittima di violenza non servono inasprimenti di pena, ma il riconoscimento della violenza e il rispetto
in tutti gli ambiti giudiziari.
Le misure proposte nel "Contratto" si pongono tutte in aperto contrasto con quanto stabilito dalla Convenzione
del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza
domestica, ratificata con legge n. 77,I'2013 (Convenzione di Istanbul).
Manca qualsiasi accenno ai dispositivi che permettono alle donne che hanno subito violenza e ai loro figli e
figlie, che a tale violenza hanno assistito, di superare il trauma e riconquistare una vita in autonomia libere,f'i
dalla violenza.
Viceversa, si propone una pericolosa equiparazione tra le due figure genitoriali per quanto riguarda
l'affìdamento della prole, e una normazione della cosiddetta alienazione parentale a prescindere dalla
valutazione dei singoli casi, non tenendo in alcun conto l'enorme asimmetria esistente tra l'autore delle
violenze e la sua vittima e il fatto che questo concetto si presta a essere strumentalizzato dall'autore della
violenza, con totale disprezzo e noncuranza nei confronti del clima di paura nel quale si troverebbero a vivere
ille fìglile di un uomo violento qualora la legge non lille tutelasse più.
Per questo la Convenzione di Istanbul vieta esplicitamente la mediazione nei casi di separazione a seguito delle
violenze subite da una donna, al contrario di quanto proposto nel "Contratto".
Ci allarma la complessiva violazione dei diritti umani fondamentali di donne, bambini,f'e e migranti - tra i quali
moltissime donne con alle spalle dolorose esperienze di violenza e tratta - che il "Contratto" manifesta nel suo
complesso.
D.1`.Re Donne in Rete contro la violenza
Casa Internazionale delle Donne - Via della Lungara, 19 - DD165 Roma, Italia
Cell 392?2DD58D - Fax D6 3244992 - Email segreteriatšlrecontrolaviolenza_it