Il Centro Antiviolenza Olympia de Gouges replica alle dichiarazioni in Consiglio Comunale a Follonica.
In merito alle recenti dichiarazioni emerse durante il dibattito in Consiglio Comunale a Follonica sul Disegno di Legge in discussione al Senato – DDL Bongiorno -, l’Associazione Olympia de Gouges che gestisce i Centri Antiviolenza di Grosseto e Orbetello, sente il dovere politico e sociale di intervenire per fare chiarezza.
Definire i Centri Antiviolenza come realtà “di sinistra” non è soltanto un errore di lettura della realtà, ma rappresenta un tentativo di ideologizzare un tema – quello della sicurezza e della libertà delle donne – che è, e deve rimanere, universale e trasversale.
I Centri Antiviolenza non sono né di destra né di sinistra. Sono spazi di accoglienza, protezione e supporto aconfessionali e apartitici. Quando una donna subisce violenza e decide di chiedere aiuto, non le viene chiesto per chi vota, così come la violenza stessa non fa distinzioni in base all’orientamento politico di chi la subisce o di chi la commette.
“L’ unico mandato è l’applicazione della Convenzione di Istanbul e la tutela delle vittime. Liquidare il lavoro volontario e specialistico di operatrici, psicologhe e avvocate come ‘materia di parte’ significa delegittimare un presidio sociale fondamentale per l’intera comunità.”
La preoccupazione espressa dai Centri Antiviolenza rispetto alla rimozione del concetto di consenso libero e attuale a favore di quello di “dissenso” non è una posizione ideologica, ma una constatazione tecnica e giuridica basata sull’esperienza quotidiana nei tribunali e nei percorsi di uscita dalla violenza. Chiedere che la legge italiana si allinei agli standard europei (che mettono al centro l’assenza di consenso e non la necessità di una resistenza fisica o verbale da parte della vittima) è una battaglia di civiltà, non una bandiera di partito.
Invitiamo la Giunta e il Consiglio Comunale di Follonica a ritrovare la responsabilità istituzionale che un tema così delicato impone. La lotta alla violenza sulle donne richiede ascolto delle competenze, unità e concretezza, non dinamiche da campagna elettorale.
